SABATO 6 GIUGNO: IL VERDE E L'ACQUA DELLE FERRIERE

"Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina" (Sant'Agostino).

Anche il trekking è un bellissimo libro, che talvolta fa piacere rileggere: anche un'escursione già fatta può regalare sensazioni e immagini che ripagano appieno l'assenza del fattore-sorpresa.

La RuNaples ci aveva già portato nel mondo incantato della Valle delle Ferriere - che deve il suo nome alla presenza, un tempo, delle antiche ferriere della Repubblica d'Amalfi -: l'avevamo vista con la nebbia fitta, illuminata di luci quasi spettrali, con acqua dal cielo a ricongiungersi con l'acqua delle cascate.

L'abbiamo rivista nei colori sgargianti risvegliati dal sole: il verde prorompente di una natura rigogliosa, generosa, talvolta rara, che qui custodisce una particolare specie di felce arborea. Le trasparenze dell'acqua che scorre, abbondante e rumorosa, cadendo giù dalle cascate e disegnando ricami di spuma bianca tra le rocce di quelle che sembrano vasche idromassaggio progettate da mani invisibili.

L'abbiamo percorsa, questa volta, in senso opposto rispetto al già sperimentato: partiti da Pontone, frazione di Scala - che dall'alto veglia sulle sorti di Ravello - dopo qualche ora di cammino nella natura e poi una lunga rampa discendente di scale in pietra, ci siamo ritrovati nel borgo di Minuta. La piazzetta con la fontana di acqua ristoratrice e la piccola chiesa medievale della SS. Annunziata, i resti - poco lontani in linea d'aria - della Basilica di Sant'Eustachio, un bicchiere di spremuta fresca bevuta tra amici-compagni di viaggio: così è terminata un'altra bella giornata da conservare gelosamente tra le pagine del libro.

 

                                                                        Mariafrancesca Noce

 

Foto di Antonio Simonetti:


 

Foto di Benny Scarpellino: